Archivi categoria: In cucina!

Kefir d’acqua Seconda Fermentazione succo di frutta (uva fragola)

tibicos uva fragola

Come resistere al richiamo dell’uva fragola di sant’Erasmo?
Con quegli acini intonsi, opachi, profumati direi che sia impossibile.
Mi sono arresa e ne ho comprato un kg.
Lavata per bene sotto acqua corrente, asciugata al meglio, ne ho sgranati gli acini e passati nell’estrattore.
Il kefir maturo appena filtrato attendeva il succo in due vasoni di 3 litri ognuno.
Ne ho inizialmente versati (in ogni bottiglione c’era un po’ meno di due litri di kefir filtrato dopo la prima fermentazione) 250 ml di succo, aggiungendone, poi, dopo i successivi assaggi. Vedrete voi, a vostro gusto, quanto metterne.
Anche molto, in proporzione al kefir maturo.
Un’amica produttrice di vino mi informa del fatto che la fermentazione dell’uva fragola, in ambiente non controllato (con temperature superiori ai 16 gradi) può produrre il tossico metanolo. Avevo scritto su Facebook soltanto di fermentazione, non specificando che di tibicos si trattava, e senza menzionare la temperatura del locale (intorno ai 25 gradi) , con i tibicos e un periodo breve di fermentazione non ci sono pericoli, che invece sussistono se si fermenta l’uva in sé.

Sono bastate poche ore di fermentazione per ottenere una bevanda ottima, che ho messo in frigorifero.

tibicos uva fragola

Per come mantenere e utilizzare i tibicos vedere qui, con aggiornamento importante qui, e per la seconda fermentazione vedere qui.

 

Cuor d’or di capra in olio aromatizzato ai pomodori essiccati et alia :)

cuor d'or di capra sott'olio

Ecco qua, un formaggio fresco di capra messo sott’olio e aromatizzato con pomodori e lauro essiccati, pepe,  un goccio di aceto
A partire da un Cuor d’or, che avevo preso alla coop, un formaggio delicato con la crosta ricoperta leggera muffa bianca edibile,  ecco l’ultimo vaso superstite.
E’ una non ricetta, visto che si tratta semplicemente di tagliare il formaggio e inserirlo, alternandovi i pomodori essiccati (o le chips, spezzettate), in vasi pulitissimi.
Qualche grano di pepe, se piace, un tocco di aceto (io una volta di Xeres, la successiva di aceto tradizionale (un po’ sprecato, meglio usare il primo)). E sott’olio, refrigerato.

Pasta e fagioli oppure Zuppa di fagioli, da Lisa Biondi

Vado matta per una ricetta di pasta e fagioli o, omettendo la pasta, zuppa di fagioli trovata su un libriccino che ha tantissime ricette strepitose.
150 ricette, tutte per la pentola a pressione, un omaggio che si riceveva comprando la pentola a pressione Lagostina, dal titolo “Cucinare bene in metà tempo”, a firma Lisa Biondi.
Anno di grazia 1974,  studiavo a Ca’ Foscari e fu una cara amica a farmi scoprire le pentole Lagostina, portandomi un ottimo brodo di carne,  e vari conforti, quando stetti molto male, dopo l’estrazione di un molare da un dentista che sarebbe meglio definire cane. Senza offesa per i cani.
Così, col febbrone e sola in casa, aprii all’amica Emanuela, che arrivò con pignatta e  borse.
E appena ristabilita mi buttai da Ratti a comprare una pentola, Lagostina, quella orba di un manico che ancora possiedo e funziona ottimamente.
Ma l’ho tradita, la Lagostina, per una pentola a pressione (e non solo a pressione) elettrica, la ottima e mai abbastanza lodata Instant Pot.

Ok, direte, ma ‘sta ricetta?

Ecco qua.

Ingredienti:

Fagioli borlotti (in questo caso belli, pieni e freschi; provengono da Cuneo e sono meravigliosi, sgranati sotto l’ombrellone arancione stamattina,  guardate che riflesso rispetto alla foto successiva, in pieno sole)

Fagioli borlotti freschi

Fagioli borlotti Cuneo

Acqua

Stop!

Nella pentola a pressione come si fanno? Si versano i soli fagioli nella pentola e si aggiunge acqua pensando a quanto liquido occorra per la minestra o per la zuppa, e tenendo conto che nella pentola a pressione l’evaporazione è di molto ridotta (e in quella elettrica ancora di più) Io nella Instant Pot uso la funzione Beans e imposto il tempo a 20-30 minuti (occhio eh, li cucino sempre più a lungo per zuppa o minestra, non è il tempo per utilizzarli in insalata) .

Quando la cottura volge al termine verso dell’olio in una padella e vi faccio saltare del rosmarino, una volta ceduto il suo aroma rimuovo il rametto e, con l’olio caldissimo, aggiungo dei pomodori pelati (non molti) o del succo di pomodoro appena estratto.
Faccio restringere e aggiungo il tutto ai fagioli, quando cotti, ovviamente, salando e mescolando per bene.

C’est tout, non resta che attendere (si deve, appena fatta non è buona) che i profumi si mescolino.
Io approfitto e invaso in vasi caldi il prodotto ancora caldo: uso i vasi 4 stagioni e chiudo. Capovolgo i vasi per un quarto d’ora, si forma il vuoto e in frigo dureranno di più.

Si vuole la minestra di fagioli? Io preferisco cuocere la pasta a parte, così cucino pure quella nella Instant Pot, coprendo la pasta con acqua e impostando su Manuale per la metà del tempo di cottura che di solito utilizzo con le pentole normali.
Scolo, aggiungo alla parte fagiolesca :)), che ho provveduto nel frattempo a riscaldare nello stesso vaso di conservazione ,nel forno a microonde,  una bella pepata, a mio marito piace un goccetto di aceto di vino rosso  (io quello di Xères, lui quello comune , acetoso e rosso rubino).

Pomodori laureati, esperimento su foglie di alloro nel caro, vecchio Stoeckli (work in progress)

Pomodori laureati

Esperimento, esperimento!
Ho potato la mia pianta di alloro, che stando in vaso ne aveva bisogno, e, sommersa da pomodoro (non proprio da salsa) dell’orto di mia cognata Anna dilettissima ;-),  ho pensato a questo esperimento.
Ho usato a piena capienza l’essiccatore Stoeckli (verticale) impilando ben nove vassoi,

zigurrat Stoeckli

e li ho usati per essiccare dei meravigliosi pomodori, regalo di Anna, appunto. Li ho affettati a circa 4 mm di spessore e li ho messi a seccare,

pomodori Stoeckly
adagiati su foglie di alloro.
Vedremo! Anzi, aggiornamento, vi dico subito com’è andata.
Quello illustrato è un essiccatore Stoeckli, che avevo già. Usare tutti questi vassoi (che sono il massimo che la ditta indica) è stata una scelta praticamente obbligata per poter processare una quantità veramente sovrabbondante di pomodori (non da salsa) ricevuti in dono dalla sorella di mio marito.
Me la sono cavata ma standoci sopra e cambiando l’ordine dei cestelli molto di frequente (e impostando una temperatura più bassa di quella che si vede nella foto, visto che tra i ripiani inferiori e quelli superiori la differenza (non misurata) è enorme).
Devo aggiungere che il materiale di questi cestelli è buono e le fette non si attaccano se non in piccolissima parte, anche se non sovrapposte alle foglie di lauro, che, essiccate e staccate dai pomodori, ho messo via anche separatamente.
Non avendo cantina, soffitta, magazzino o ripostiglio, e frigo già pieno, ricevendo tutto il ben di dio di un orto produttivo, ben di dio non solo deperibile ma capace di attirare e generare tutti quei piccoli moscerini che ben conosciamo, ho dovuto procedere alla velocissima, come potevo. Non essendo molto adatti alla salsa, che pure ho fatto con quelli più rossi, ho fatto con gli altri le chips che vedete, sia in questo essiccatore che nell’altro, orizzontale.
Non occorre che dica quanto sia stato – e di molto –  migliore il processo con l’essiccatore orizzontale Tauro Essiccatori, questa la loro pagina Facebook e questo il loro sito, in tutti i sensi. Ma proprio tutti e l’essiccatore Tauro ha dei programmi veramente ben congegnati in cui si alternato temperature e ventilazioni ad hoc, e non solo: alla fine del tempo (impostabile con timer), mantiene temperature e ventilazione adeguate, molto bene studiate, in attesa che si proceda all’invaso. I modelli della linea più economica, che poco hanno da invidiare a quelli più costosi, sono questi.
Del resto avevo già fatto con l’essiccatore (orizzontale) Tauro, delle meravigliose chips di pomodoro e dei pomodori datterini (ma anche i Piccadilly) e altri ancora, essiccati.

Cipolle essiccate/polverizzate

Tagliate a dadini ci si mette un’eternità ad essiccarle, le idratatissime cipolle bianche.
Ma nell’utilizzo delle parti più fibrose, fusti inclusi, ci si mette meno, come si può facilmente immaginare.
Io tengo separate le due forme, da un lato essicco le cipolle in anelli (meglio) o in dadini, dall’altro le parti esterne dei bulbi e gli steli.
E questo vale per ogni tipo di cipolla.
Ecco qua il mio bottino: le cipolle rosse erano germogliate in casa anzitempo, così le ho piantate in vasi grandi e sono cresciute.

cipolle claudia

Le ho essiccate, piccole com’erano non ho distinto le parti più fibrose del bulbo dalle altre, e polverizzate nel Bimby.
Temperature/programmi non superiori ai 50 gradi, per ottenere il meglio.
Qui durante il processo (sul vassoio sottostante le chips di pomodori Piccadilly)

chips piccadilly e cipolle (della mia terrazza)

I fusti, invece, li ho trattati separatamente.
Volendo si possono mescolare a del sale grosso, a fine essiccazione, e renderle in polvere nel Bimby, e questo è utile quando, per questioni di tempo, vorreste por fine a un processo che ha restituito le cipolle non ancora perfettamente essiccate, e il sale, in questo modo, sistema tutto.

Ecco qua il bottino: 4) cipolla bianca a dadini, 3) cipolla rossa, 1) fusti di cipolla rossa.

cipolle essiccate

C’è pure un vasetto, 1), in cui ho recuperato, ed essiccato, dell’aglio surgelato, lasciato, in confezione intonsa, dagli ospiti del mio appartamentino.