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Il pain au beurre della Martinica fatto da un’amica!

Il pain au beurre della Martinica fatto da un'amica!
Realizzazione e foto di Rossella Calì

Ecco qua la bellissima realizzazione (lei sì che ha avuto occhio per misurare le parti d’impasto per tre corone (quella esterna e quella interna a due capi e la centrale a treccia, a tre capi) e per i bellissimi motivi a spirale che quasi nascondono la treccia centrale!
E’ sulla ricetta che ho postato qui (con video molto chiaro).

Qualche piccola variante negli ingredienti da lei introdotta con successo, che vi riporto:

Realizzazione e foto di Rossella Calì

Ingredienti:
500 gr. di farina (usato la 330 farina rossetto)
16g. di ldb (utilizzati 10)
150 gr. di burro demi-sel
6 gr. di sale
40 gr. di zucchero di canna (utilizzato zucchero muscovado)
2 uova intere
80 ml di acqua 
100 ml di latte parzialmente scremato (utilizzato intero)
doratura:
1 tuorlo
1 cucchiaio di panna liquida
1/2 cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia.

Grazie Rossella!

 

 

Pain au beurre – Ghirlanda intrecciata della Martinica

 

Treccia composta con rose

Questo è un impasto molto diffuso nelle Antille Francesi, a quanto pare.

Io l’ho realizzato con una tecnica di impasto lievemente diversa, credo perfezionandone l’esecuzione, rendendola più agevole senza cambiarne la sostanza.

Per fare le rose ho utilizzato la tecnica (senza ripieno) descritta qui.

La ricetta la trovate, in francese, qui e c’è un video illustrativo, da cui rileverete le mie pretese migliorie ;-))) di tecnica e la bravura dell’autrice nel comporre la ghirlanda finale, diversa dalla mia per mia imperizia nel calcolare i quantitativi di impasto necessari per le varie componenti.

Pain au beurre Tatie Maryse_Pagina_1

 

 

Pain au beurre Tatie Maryse_Pagina_2

Pain au beurre Tatie Maryse_Pagina_3

Pain au beurre Tatie Maryse_Pagina_4

Pain au beurre Tatie Maryse_Pagina_5Ecco qui una diversa versione (che nella forma corrisponde alla ricetta originale) eseguita dall’amica Rossella Calì

 

Pane croccante al formaggio (e cipolle o erba cipollina) al lievito naturale e misto

Pane croccante al formaggio (e alle cipolle) Crusty Cheese (onion) Bread -1

 

Crusty cheese bread Reinhart Prefermento e impasto

 

Crusty Cheese Bread  Peter Reinhart Impasto con cipolle

Crusty cheese bread Reinhart Cottura

PS In alternativa, ed è come ho fatto io, si può mescolare il formaggio (anche irregolarmente tagliato e/o sminuzzato) all’impasto, nella fase 3))

L’ottimo libro, che vi consiglio vivamente, è questo:Peter Reinhart’s Artisan Breads Every Day: Fast and Easy Recipes for World-class Breads

Panini a strati sovrapposti Layered rolls Bertinet + ispirazione del Kayser

Olà, eccomi a sbattere di nuovo l’impasto sulla tavola, e senza spianatoia – almeno in questa fase.
Fa bene, toglie lo stress e pare che, magari senza andare anche a Lourdes, rassodi i pettorali.
E poi si fanno di quei panini buffi, almeno i miei,  e molto buoni e carucci assai se imbottiti con qualche affettato, che spunta fuori in pieghe voluttuose, come l’ottima bresaola con cui li ho ammogliati ier sera, con qualche po’ di erba cipollina.

Layered bread Panini a strati

Buffi e tracagnotti, ho voluto utilizzare anche i ritagli dell’impasto e forse sono questi cappellini ad averli piacevolmente sbilanciati.
Altrimenti, nelle illustrazioni del libro, sono seri seri e tutti a piombo.

Il libro, del francese in UK Bertinet,è questo: Pane

e se lo si volesse nell’edizione originale: Dough

Se poi si morisse dalla voglia di tonificare i propri pettorali facendo i fornaretti di casa ecco qui il video della tecnica di impasto.

Ma torniamo a botta:
Farina 500 gr.
Lui: lievito di birra 10 gr.
io: lievito di birra 3 gr.
io: lievito naturale liquido 100 gr,  questo qui, il lievito del Kayser appunto, idratato al 100%
Sale 10 gr
Lui: acqua 350 gr
io: acqua 300 gr (gli altri 50 gr. di acqua sono contenuti nei 100 gr. di lievito liquido)

Io ho iniziato come lui, cioè parcellizzando piacevolmente il lievito di birra nella farina, con le mani, come si fa con il burro quando se ne intride la farina ma poi ho seguitato diluendo il lievito liquido in una parte dell’acqua, aggiungendola poi tutta e procedendo come lui.
In pratica ho utilizzato una capiente terrina, ci ho messo la farina, incorporato il lievito di birra, aggiunto il lievito liquido (facendo un nido, però nella farina) aggiunto il sale ai margini e lavorando con la spatolina di plastica in modo da miscelare bene il tutto, via via ruotando la terrina e usando la piccola spatola sollevando, dall’esterno i materiali da mescolare e ripiegandoli verso l’interno, grosso modo radialmente.
E poi, sempre aiutandomi con la spatola di plastica (a lati arrotondati) smuovendo l’impasto blobbaccioso lungo la circonferenza della terrina di impasto, ho rovesciato l’impasto sulla tavola e ho cominciato a lavorarlo a mano, come da video.
Se si fa velocemente e con risolutezza si ottengono ottimi risultati in un baleno,  non dimenticarsi, ogni decina di battute, di nettare il tavolo, sempre con la spatolina di plastica, dai brandelli di pasta o da quel che è rimasto in aderenza, brandelli e materiali destinati a scomparire in breve, aggregati all’impasto. Lo stesso per le mani, che però dovrete tenere in forma di pinza (laterale) come ho tentato di spiegare nel video a cui vi rimando.

Impastato  il tutto lasciate riposare, coperto e schermato con della pellicola, per un’ora o più (nel mio caso un’oretta e mezza).
A questo punto serve la spianatoia, tiratela fuori e infarinatela.
Sempre aiutandovi con la spatolina a lati arrotondati smuovete l’impasto al margine, alla circonferenza, e rovesciatelo sulla spianatoia agendo sempre risolutamente con la spatolina (non smagliatemi l’impasto, capito perché serve la spatolina?)

Appiattitelo con le mani appena infarinate (le passate sulla spianatoia infarinata e siete ok!) e tiratelo, col mattarello, in una sfoglia alta circa 5 mm.
(per quanto riguarda la sfoglia: tirate fuori i vostri coppapasta rotondi o forme da biscotti e vedete se vi torna più o meno questo spessore con la necessità di fare 40-48 cerchietti: ogni panino, dei 10-12 previsti, si compone di quattro strati sovrapposti di questi cerchietti (o rombi o quadrati, quel che vi pare, occhio solo alle forme perché l’impasto è relativamente un pochetto colloso, non è certo una pasta da biscotti, e quindi non pensate a cose troppo elaborate).
Tagliate i cerchietti (o la forma preferita) e impilateli a quattro per ogni panino, pennellando con acqua ogni strato.
Io ho utilizzato i residui dell’ìmpasto per aggiungere i cappellini che vedete nella foto. Magari sono quei cappellini che li hanno squilibrati facendo assumere ai panini (ma durante la lievitazione finale in forno) quell’aspetto spanciato e molto da siesta!.
Io li ho piazzati (e bene feci) su carta forno pronti per esser infornati dopo la lievitazione.
Tre quarti d’ora di lievitazione, dice lui, io un po’ di più ma non ricordo quanto (non tanto!), coperti con pellicola (io), e infornati a forno al massimo (idratato con 5 cl di acqua sulla leccarda inserita all’inizio, Bertinet trova migliore lo spruzzino appena messi dentro i panini e poi raccomanda di non aprire più il forno, nemmeno sotto tortura. In tutti i suoi impasti raccomanda ciò.)
Abbassare la temperatura, subito, a 230° C e cuocere per 10-15 minuti (io 15).

Impasto manuale ad alta idratazione Bertinet in azione (video)

Da 1:15 vedrete come impasta Bertinet (ed è simile al modo di lavorare manualmente impasti ad alta idratazione di Kayser). Dovete solo resistere all’impulso di aggiungere farina sul piano di lavoro, mentre impastate. Non fatelo e vi troverete benissimo. Mano leggera, movimenti veloci, non dita affondate nella pasta (usate i pollici opposti a tutto il resto della dita, chiuse e parallele tra di loro, come se le mani si potessero trasformare in larghe pinze da cucina, a me così funziona bene).

dal DVD compreso in Dough,

ma anche in Crust: From Sourdough, Spelt, and Rye Bread to Ciabatta, Bagels, and Brioche

e nella traduzione italiana del primo ( Dough) Pane