Melanzane sott’olio

melanzane sott'olio prima fase

Ingredienti:

melanzane, io quelle lunghe e strette perché mi piace il sapore della buccia, non comprate quelle troppo piene di semi e accertatevi che siano al giusto punto di maturazione
olio di oliva extra vergine
aceto di vino bianco
sale grosso marino
alloro, aglio, peperoncino, tutte le erbe che amate (timo, origano ecc)
pepe in grano, bacche allspice, sperimentate voi.

1 fase
dopo avere lavato, asciugato, tagliato o a fettine o a tocchetti le melanzane (a seconda dei gusti) metterle sotto sale tra due taglieri inclinati sul lavello e sotto un peso.
Questo non solo per evitare l’amaro ma soprattutto per disidratare in parte le melanzane,
Io le dispongo a strati (con sale marino grezzo) con fusti di basilico, completi eventualmente di fiori e semi, pure,  in un torchietto appositamente comprato,  e presso. Eccolo qui, ve lo presento:

torchietto (santo subito)

2 fase
strizzate e asciugate le melanzane e sbollentatele, poche alla volta, nell’aceto bollente. Mettetele su carta assorbente o su retine o su un telo (si macchierà) ad asciugarsi. Io uso uno stendibiancheria pieghevole, con una rete, ben fermata, su cui stendo le melanzane, e proteggo il tutto con un ‘altra rete, doppia, distanziata dalle melanzane. Al sole va benissimo, e all’aria pure. Io sbollento un momento nell’aceto pure l’aglio, il peperoncino (se fresco) e pure le erbe, se fresche.
E’ in corso un esperimento, però: vi dirò in seguito se sia stata una buona idea di farle asciugare, un poco, nell’essiccatore. Rieccomi: sì, a distanza di giorni posso proprio considerare questo procedimento una fase che adotterò sempre, preparando le melanzane sott’olio.

melanzane sott'olio esperimento asciugatura dopo la sbollentatura in aceto (in essiccatore)

3 fase
vi sarete preparati dei vasetti, pulitissimi e perfettamente asciutti. Io comunque li passo in forno per una quindicina di minuti a 120 gradi e poi li lascio raffreddare; non saranno, per il raffreddamento, sterili ma mi pare che possa andar bene così.
Versate un po’ di olio sul fondo dei vasetti e riempite con le melanzane, curando di alternare ogni strato con un po’ di olio, agitando il vasetto perché si distribuisca. Continuate così, aggiungendo le spezie e le erbe, usate quei pressini  per tenere le melanzane sotto l’olio , chiudete e mettete in dispensa.
Dovreste, per qualche giorno, controllare il livello dell’olio nei vasi, perché le melanzane ne assorbiranno e, nel caso, rimboccare con altro olio.
Queste, come vedete, sono un po’ scurette e non è solo per via della foto infelice: ho provato a usare metà aceto bianco e metà aceto rosso.

invasate, pure loro, melanzane sott'olio

Le future melanzane sott'olio
Nel formato a striscie
Questa volta le taglio così (a strisce)
Prima affettate, poi tagliate a striscie
Melanzane nel torchietto
Inizio torchiatura

Pomodori datterini essiccati

pomodori datterini essiccati

Pomodoretti, in questo caso datterini, essiccati.
Presi, lavati, asciugati benissimo, divisi a metà.

STOP!

Messi nell’essiccatore, con il lato esterno di sotto, utilizzando certe retine molto comode, e processati impostando un programma (P4) che raggiunge la temperatura massima di 68 gradi  (sì, lo so, i nutrienti ecc… ma non mi nutro di solo verdura essiccata)

Questa volta li ho fatti senza alcuna aggiunta ma potreste prepararli come meglio vi aggrada, cospargendoli di sale, aggiungendo una puntina di zucchero (io li preferisco aciduli), erbe aromatiche, spezie.

Ho utilizzato l’essiccatore Tauro, che vi consiglio; se invece impiegaste il forno per essiccare (come ho fatto spesso anch’io (ventilato e lasciato con lo sportello socchiuso)) potreste valutare se vi possano servire questi materiali inaderenti, le cui specifiche tecniche sono descritte qui. Ovviamente ognuno di questi materiali ha caratteristiche proprie rispetto alle temperature massime, se usate il forno leggete per bene.

A fine processo li ho invasati subitissimo, ancora caldi per evitare che assorbissero l’umidità atmosferica.
Le chips di pomodoro, invece, che potreste preparare con pomodori a grappolo oppure perini, oppure anche, sorprendentemente, con i pomodori del tipo cuore di bue, le trovate qui.

Chips di pomodoro a grappolo (col tocco di timo)

Niente di più semplice e di maledettamente buono 🙂 e solleticante.
Le chips di pomodoro a grappolo, essiccate. Occhio che queste vanno benissimo ma c’è un aggiornamento, che aggiungo qui in calce.
Ho lavato,  asciugato per bene i pomodori, li ho affettati, regolarmente, a uno spessore di quattro – cinque millimetri, cosparsi di timo fresco del mio terrazzo e alè.e li ho messi nell’essiccatore utilizzando dei tappetini inaderenti, della stessa misura dei cassetti.
Ex aequo per i due tipi di tappetini, ve li mostro:
ho utilizzato i DrySilk

ma anche i SiliSoft

che vi consiglio, e le cui specifiche tecniche sono descritte qui.
In questo caso ho optato per un’essiccazione più veloce, con temperatura massima a 68 gradi.
A fine processo li ho invasati subitissimo, ancora caldi per evitare che assorbissero l’umidità atmosferica.

BUONISSIME CHIP!
Se invece vi sfagiolano di più i pomodori (datterini) tagliati a metà ed essiccati (che sott’olio sono una favola) li trovati qui. Anche i Piccadilly, fatti così, sono molto buoni, provateli.
Le chips le ho fatte anche con i pomodori a cuore di bue, e sono fantastiche, con Drysilk. Hanno anche una loro bellezza, queste chips croccanti, decorative al bordo di bicchieri, con succhi di cetriolo, per dirne una, o di pomodoro, o cocktail come il Bloody Mary.
Anche al bordo di una crema di verdure.

chips di pomodori_

e, sempre in tema di chips, quelle di cetriolo sono una favola, e molto, molto decorative anch’esse.
Aggiornamento:
1) Ho affettato i pomodori molto più sottilmente, a fette di 2 mm,
2) assolutamente necessari e migliori i tappetini leggeri DrySilk
3) strepitosi se cosparsi di un po’ di sale grosso (basta poco), timo, e – io ne avevo di essiccata – polvere di cipolla di Tropea, o sottili fettine della stessa cipolla, anche un battutino se si vuole. Un colpetto l’aggiunta, con gran moderazione, di foglie di lauro essiccate (proprio una puntina) frantumate in piccolissimi pezzi.
3) con i pomodori non troppo maturi ho usato il programma P1, anche P2, e poi il P4; se stramaturi il P4  soltanto.
(consiglio delle buone pinze da cucina per staccare le chips, io, appena possibile, le stacco dal drysilk e le capovolgo, sempre lasciandole sui tappetini)
Ho messo via queste chips delicate in sacchettini parzialmente sottovuoto. Nel senso che ho aspirato l’aria fino a un certo punto e poi ho sigillato.

 

Melanzane essiccate (e buone anche in carpione, anzi in saòr)

Qualcuno non le ama, quando le ricostituisce le trova spugnose, altri anche troppo amare.
Prima di essiccarle da me io le compravo secche, da Mascari, e le trovavo buonissime.
Come ora.
Certo non mi sono mai avventurata in chissà quali ricette per le melanzane fresche se non aggiungendole a sughi, senza reidratarle prima, o trattandole (in questo caso reidratandole) come i funghi secchi.
In genere taglio le melanzane, quelle lunghe, in perfetto stato di maturazione, nel senso della lunghezza, con l’affettatrice elettrica, ed essiccano piuttosto velocemente.
L’ultima volta le ho messe nell’essiccatore, senza procedere alla fase in cui si mettono sotto sale, compresse, a perdere l’acqua di vegetazione.
E’ tutto molto semplice: le lavate per bene, e, ben asciugate, le affettate e le ponete nei cestelli dell’essiccatore, curando di non sovrapporle.
In questo caso mi sono accorta di non aver abbastanza spazio nei cestelli per le melanzane preparate, così ho fatto di necessità virtù e le ho formate a cannolo, col risultato che si vede nella foto . In altri casi sono molto comode le zucchine essiccate intorno a un qualche ferro da cannolo, o da cono (non occorre che siano cotte, e sono perfette ripiene di qualcosa di buono, che le idrata quel tanto che basta) , le melanzane, invece, vanno cotte per eliminare la solanina e, pertanto, i rotolini li ho fatti solo per farci stare tutte le fette, e senza ferro: le melanzane hanno tenuto la forma.
Ho usato il programma P2, del mio essiccatore Tauro, che modula diverse temperature e ventilazioni per ottimizzare resa e consumi.
Tempi accettabili  e, ovviamente, variabili per tutti i fattori in gioco.
Volendo accelerare il processo potreste utilizzare un programma a temperatura molto più elevata, come il P4, magari un po’ prima che finisca il programma P2, Ovviamente il risultato sarà diverso ma consiglierei di provare, per rendersi conto della differenza di sapore.  A temperature inferiori e tempi più lunghi corrisponde la preservazione di più nutrienti.
Si raccomanda, il produttore, di non attendere il raffreddamento del prodotto ma di invasare subito, per evitare che il prodotto assorba l’umidità ambientale, in vasi ermetici, se volete sottovuoto.
Conservare al riparo della luce solare.
Utilizzi (miei): in aggiunta alle salse di pomodoro, per esempio, in frittate (controllare se sia sufficiente il liquido presente nelle uova, lasciandole magari un poco in ammollo lì) e ultimamente ho provato a farle in carpione, anzi in saòr, introducendo nella ricetta una piccola variazione, che vi riporto qui sotto.  Al momento, prima delle canoniche 24 ore di macerazione, le ho sentite con qualche nota di troppo del registro amarotico ma poi, col tempo, hanno perso quel sentore, favorito anche dalla presenza delle note amare dell’alloro e, in parte, della menta. Buonissimo e rifarò quella ricetta.
In pratica ho (ovviamente) saltato la fase della frittura delle melanzane e le ho unite, da secche al saòr, facendole bollire un pochetto, fino al loro ammorbidimento.’
Chi volesse saperne di più su questi essiccatori e sui programmi  può vedere il manuale in pdf, alla pagina del download sul sito del produttore.

Melanzane in carpione, anzi in saòr

Ingredienti:

melanzane, io prediligo quelle lunghe e strette perché mi piace il sapore della buccia
olio a seconda delle preferenze, per quanto io ami moltissimo l’olio di oliva extra vergine trovo che in questa ricetta altri olii ci stiano anche meglio, provateci
cipolla bianca, in abbondanza
aceto di vino bianco
alloro, rosmarino, aglio (io uso spesso la menta, aggiunta a queste erbe)
sale e pepe, se vi piace aggiungete le spezie preferite, un chiodo di garofano, con le melanzane, ci sta, oppure le bacche allspice, sperimentate.
Ci sta bene anche della frutta secca, come uvetta o, ci vedrei ma non le ho provate, lamelle di fichi secchi.

1 fase
dopo avere lavato, asciugato, tagliato o a fettine o a tocchetti le melanzane (a seconda dei gusti) metterle sotto sale tra due taglieri inclinati sul lavello e sotto un peso.
Questo non solo per evitare l’amaro ma soprattutto per disidratare in parte le melanzane, che, friggendo, assorbirebbero troppo olio se saltaste questa fase. Peraltro poi verranno sommerse anche dall’olio usato in cottura, direte voi, ma valutate all’assaggio perché, anche se poi verranno così sommerse (non solo dall’olio, vedrete in seguito), il gusto cambia nei due casi.
Io le dispongo a strati (con sale marino grezzo) con fusti di basilico in un torchietto appositamente comprato (ne faccio tante anche sott’olio) e presso.

2 fase
strizzate e asciugate le melanzane e friggetele, giusto a renderle morbide e non colorite nell’olio preferito. Mettetele su carta assorbente.

3 fase
prelevate una parte dell’olio usato per friggere e appassitevi delle cipolle (anche le rosse sono ottime) tagliate ad anelli non importa se finissimi, anzi io amo gli anelli un po’ spessi.
Per fare stramazzare le cipolle senza rischio che prendano colore io uso spesso il forno a microonde, accertatevi di usare un recipiente adatto, se procederete così.
Ricordatevi che dev’essere abbondante, il saòr, e che le proporzioni saranno: in volume 1 parte di olio (potreste anche decidere di usare olio nuovo, naturalmente), 1/2 parte di aceto, 1/4 parte di acqua. Ma torniamo alle cipolle da appassire nell’olio.

4 fase
il saòr: aggiungere all’olio e cipolle appassite le erbe preferite, l’aceto e l’acqua e portare il tutto a ebollizione, mantenendola per qualche minuto, regolare di sale (attenzione le melanzane, se messe sotto sale, ne ritengono ancora) e pepe & spezie varie & eventuale frutta secca

5 fase
ponete le melanzane fritte in un contenitore resistente alle alte temperature (magari riscaldatelo un pochetto prima di metterci le melanzane) e versatevi il saòr bollente.

6 fase
fate raffreddare e mettete il contenitore, col coperchio ben chiuso, in frigo a macerare per almeno 24 ore.

E’ una semiconserva, che si mantiene, refrigerata, per molti giorni, migliorando sempre.

(detto questo, io ho elaborato anche una versione light e veloce, ed è quella che vedete in foto, partendo da melanzane essiccate, seguirà post esplicativo)

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