
Questa stagione di gran caldo ha finalmente regalato anche al Nord, a chi è riuscito ad irrigare le piante a sufficienza, dei buonissimi pomodori.
A Sant’Erasmo, l’isola degli orti in laguna di Venezia, grandi produzioni di ottima qualità e potevo io, che vado sempre al mercato a trovare, per primi, la Germana e il suo figliolo, ortolani di Sant’Erasmo con banchetto a Rialto, mancare questo appuntamento con l’oro rosso dell’estate?
In questo caso una bella scorta di Pomodori Piccadilly, presto finita sotto vetro, nei mirabili vasetti Weck, che in poco tempo si preparano, seguendo questa ricetta.
Vediamo come.
Lista ingredienti? Qua è presto detto: pomodori, acqua e sale (e basilico, facoltativo, o altre erbe aromatiche a piacere).
Si lavano accuratamente i pomodori, che si sceglieranno più o meno della stessa dimensione, si asciugano e si liberano del picciolo.
Nel frattempo si scalda dell’acqua, con cui si riempirà il pentolone con acqua caldissima, visto che dovrà essere più o meno della stessa temperatura di quella dei vasi, e altra ancora, che si salerà leggermente.
Si immergono le guarnizioni in acqua bollente, addizionata di pochissimo detersivo per i piatti, e si lasciano bollire due o tre minuti, si sciacquano meticolosamente con acqua calda, e si lasciano immersi in acqua calda pulita fino al momento dell’utilizzo.
I pomodori si inseriscono nei vasi, perfettamente puliti, intervallati con le erbe aromatiche, se piacciono, e si coprono con la soluzione leggermente salina di acqua bollente.
Inserite le guarnizioni nell’apposito incavo del coperchio, si chiudono i vasi e si fissano i coperchi con i ganci di fissaggio Weck.
Si sistemano i vasi nel pentolone (il mio è Weck, con timer, termostato, e rubinetto) si aggiunge acqua, se necessario, al bagnomaria, sempre caldissima, ricoprendo i vasi, o, se sovrapposti, giungendo con l’acqua a 2/3 dell’altezza dell’ultimo strato.
Si incoperchia e il tempo è di 30 minuti a 90 gradi.
Passato questo intervallo si estraggono i vasi, con le apposite pinze, facendo molta attenzione a non sollevare i coperchi in vetro, e si pongono in vasi su un telo morbido, al riparo da correnti d’aria, fino a raffreddamento completo.
Solo allora si rimuoveranno i ganci di fissaggio e si farà la verifica della tenuta del coperchio in vetro.
Perché non li pelo? Perché, come ho imparato dalla mamma di mio marito, l’Adele detta “Nina”, una volta così trattati i pomodori si sbucciano con estrema facilità, in pratica da soli.
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Cucinare che passione
Un ciambellone per una #buonadomenica
un ciambellone che cancella tutti gli altri 🙂
Ciambellone
300 gr farina
250 gr zucchero
4 uova intere
150 gr di olio semi
120 gr di latte
7 gr di lievito chimico
5 gr di sale fino
Aroma q.b. (scorza di limone o arancio, vaniglia)
Sbattere i tuorli con lo zucchero, il sale e l’aroma scelto (la polpa di vaniglia o la scorza di agrume grattugiata finemente); montarli fino ad avere un composto soffice e spumoso. Aggiunge l’olio, il latte e miscelare. In ultimo unire la farina setacciata con lievito aiutandosi con una spatola da pasticceria.
A parte montare gli albumi e incorporarli al composto precedentemente ottenuto.
Versare in uno stampo da ciambellone (diametro 28 cm) e cuocere in forno caldo a 180°C per 40/45 minuti. Controllare la cottura con uno stecchino e lasciar freddare su una grata prima di sformare.
Marmellata di mandarini Tangerine Marmalade
Sempre da quest’ottimo libro, Sensational Preserves, una ricetta ripresa oggi: non ho potuto resistere al linguaggio ed al carattere 🙂 del mandarino.
Nome e cognome: Mandarino Tardivo di Ciaculli
Produttore: il papà di Nadia Cavallaro.
Ingredienti:
900 gr di mandarini NON trattati, come quelli che ho appena ricevuto io
il succo di due limoni grandi
1,4 kg di zucchero semolato
Procedimento:
Spazzolate i mandarini per bene sotto l’acqua fresca corrente, tagliateli a metà e spremetene il succo.
Occupatevi delle scorze e rimuovete con attenzione le membrane, da tenersi da parte con i semi.
Spremete i limoni.
Tagliate a listelli sottili le scorze.
Riunite il succo spremuto e le scorze nel recipiente di cottura, aggiungendovi 1,7 l. di acqua, mettete le membrane e i semi in un telo di garza, non lavato con detersivi e fatto prima bollire, che chiuderete a fagottino con uno spago da cucina e legherete a un manico della pentola, di modo che resti immerso nel liquido.
Portate a ebollizione e sobbollite lentamente per circa un’ora e mezza o fino a quando le scorze siano tenere.
Spremete con il cucchiaio forato, o con la schiumarola, il fagottino delle membrane e dei semi contro il fianco della pentola: si è formata la pectina e in questo modo la recupererete. Rimuovete il sacchettino.
Aggiungete lo zucchero, che nel frattempo avrete intiepidito, e mescolate per bene.
Portate di nuovo a ebollizione lentamente (lo zucchero deve essere perfettamente disciolto prima che questo avvenga) e cuocete a fiamma vivace per una quindicina-ventina di minuti.
Controllare la cottura con il termometro per la cottura dello zucchero (105 ° C) e/o con il metodo del piatto freddo (versare una goccia di marmellata su un piatto freddo e controllare se un poco mantiene la forma), e togliere dal fuoco. Ricordatevi che gli agrumi gelatinizzano durante la fase di raffreddamento, e ulteriormente in dispensa.
Attendere un quarto d’ora, affinché la marmellata si stabilizzi un poco e le scorze assorbano ancora più zucchero.
Invasare in barattoli sterilizzati preventivamente e caldi seguendo il solito metodo e chiudere con coperchi sterilizzati (alle volte ci passo dell’alcool da cucina, altre volte li immergo in acqua vicina al bollore).
© Copyright Claudia Cadoni 2010 – 2017
Rosolio di limoni
Poteva mancare il Rosolio di limoni?
Sempre dal bel libro La cucina siciliana, di Alba Allotta, eccolo qua. Con i limoni nocellara, quest’anno ancora paurosamente più belli e buoni, di Nadia, di Arance da Gustare. Dall’Etna a San Marco, Venezia.
Ingredienti:
E’ fondamentale che disponiate di limoni NON trattati
6 limoni
5 dl di alcool a 90°
400 g di zucchero semolato
Spazzolate e lavate sotto acqua corrente i limoni e asciugateli con cura.
Ricavatene la sola scorzetta colorata, evitando o rimuovendo completamente l’albedo, se non vi fosse riuscita l’operazione :-).
Mettete le scorze in un vaso a chiusura ermetica, aggiungete l’alcool.
Chiudete per bene il coperchio e agitate.
Il tutto deve macerare per 15 giorni e il vaso agitato una volta al giorno.
Trascorso il tempo di macerazione, si filtra il rosolio – io uso un imbuto foderato con un filtro da caffé americano – si prepara uno sciroppo con lo zucchero e 8 dl di acqua, a caldo, se a raffreddamento avvenuto lo si versa, con la parte alcoolica filtrata, in un vaso o bottiglia pulitissimi e sterili, ermeticamente chiusi, e si fa stagionare in luogo buio e asciutto, per una ventina di giorni, trascorsi i quale si filtra ancora il liquore e lo si travasa in una bottiglia ermeticamente chiusa.
Servire ben freddo dopo un’ulteriore stagionatura di un mese.
Rosolio di agrumi
Questo è il Rosolio di agrumi, sempre dal bel libro La cucina siciliana, di Alba Allotta, che vi consiglio vivamente di acquistare, anche in versione elettronica. Con gli agrumi meravigliosi di Nadia, di Arance da Gustare. Qui cedono il loro profumi certe Navel tardive, il mandarino tardivo di Ciaculli, il limone nocellara che quest’anno è ancora, se possibile, ancora migliore e più bello del solito, e certo ne ricaverò dei canditi, più avanti.
Ingredienti:
E’ fondamentale che disponiate di agrumi NON trattati
2 limoni
4 arance
3 mandarini
4 dl di alcool a 90°
300 g di zucchero semolato
Spazzolate e lavate sotto acqua corrente gli agrumi e asciugateli con cura.
Ricavatene la sola scorzetta colorata, evitando o rimuovendo completamente l’albedo, se non vi fosse riuscita l’operazione :-).
Mettete le scorze in un vaso a chiusura ermetica, aggiungente l’alcool.
Chiudete per bene il coperchio e agitate.
Il tutto deve macerare per 2 settimane, e il vaso agitato una volta al giorno.
Trascorso il tempo di macerazione, si filtra il rosolio – io uso un imbuto foderato con un filtro da caffé americano – si prepara uno sciroppo con lo zucchero e 8 dl di acqua (se scaldate in fase di scioglimento aspettate che si raffreddi) e lo si versa, con la parte alcoolica filtrata, in un vaso o bottiglia pulitissimi e sterili, ermeticamente chiusi, e si fa stagionare per un altro un mese, trascorso il quale si filtra ancora il liquore e lo si travasa in una bottiglia ermeticamente chiusa.
Servire ben freddo.


