Archivi tag: Neve

Chutney de poire et aubergine da Larousse des Confitures (Ferber) con ringraziamento a Silvana!

Verso il Chutney Poires et Aubergines

A Silvana, che mi ha tempestivamente mandato del Piment d’Espelette della sua scorta, GRAZIE!

Neve, aspettami che me te magno!

Ora, mentre fuori continua a scendere la neve e il canetto smania per uscire a dar di matto, lo faccio, anche se le melanzane – vista la stagione – non sono al loro massimo.
Poi, come promesso, tradurrò qui la ricetta.

Chutney di Pere e di Melanzane
Larousse des Confitures Christine Ferber

Preparazione: 60 minuti di cottura più il tempo di misurare e preparare gli ingredienti.

Ingredienti:

3 grosse pere (io ho usato pere Williams verdi (che stavano diventando gialle)
il succo di 4 limoni verdi (ne avevo due di verdini e due gialli)
3 melanzane molto sode
1 cipolla (io ne ho usata una bianca)
2 spicchi d’aglio
1/2 cucchiaino da caffé di sale
1 cucchiaino da caffé di zenzero grattugiato
2 chiodi di garofano
1 cucchiaino da caffé di Piment d’Espelette
30 cl di aceto di vino bianco
200 gr. di zucchero rosso (io ho usato dello zucchero di canna grezzo, piuttosto scuro)

Procedimento:

Tagliare in quarti le pere, liberandole di torso e piccolo e, senza sbucciarle, tagliarle a dadini (consiglio di non farle dei pezzettoni troppo grandi perché tendono a non disfarsi) e metterle, irrorate del succo di due dei quattro limoni, in una terrina.

Tagliare ugualmente a dadini le melanzane, lasciando la buccia e metterle nel recipiente di cottura. dove si aggiungeranno cipolla e aglio finemente tagliati, il succo dei restanti limoni, le spezie tutte e l’aceto.

Fare sobbollire.per una trentina di minuti a fuoco dolce: le melanzane dovranno fondersi.

Aggiungete, a quel punto, lo zucchero e le pere prestando molta attenzione a che lo zucchero si sciolga perfettamente, fate riprendere il calore e continuate a sobbollire per una trentina di minuti, fino a quanto siano raggiunte densità e texture di un purée.

Invasare in vasi caldi e sterili, incoperchiare e fare raffreddare fuori da correnti d’aria o sbalzi termici (io copro i vasi con un panno).

Far maturare il chutney un mese prima di consumare.

Chutney De Poire
Et Aubergine :
Préparation : 30
min.
3 grosses Poires,
4 Citrons verts
(le jus),
3 Aubergines bien
fermes,
1 Oignon,
2 Gousses D’ail,
1/2 cuillère à Café
de sel,
1 cuillère à Café
de gingembre râpé,
2 clous de
girofle,
1 cuillère à Café
de piment d’Espelette,
30 cl de vinaigre
de vin blanc,
200 g de sucre
roux
1 On découpe les
Poires sans retirer la peau, mais on extrait les pépins et les filaments. On
les détaille en dés, et on les place dans une terrine avec le Jus De Citron.
2 On détaille les
Aubergines en dés, en gardant également la peau
3 On puis on
détaille l’ Ail et l’oignon.
4 On place ces
derniers dans une casserole avec le Jus De Citron restant, les Aubergines, les
épices, le sel et le vinaigre.
5 On fait mijoter
le tout 1/2 heure, en mélangeant bien.
6 Une fois les
Aubergines bien ramollies, on incorpore le sucre et les Poires, on remue bien
car le sucre doit etre parfaitement fondu.
7 On fait mijoter
1/2 heure supplémentaire, et une fois bien épaissi, et redutit en purée on
répartit le chutney dans les pots chauds que l’on ferme tout de suite.
On attend un mois
avant de consommer.
Annunci

Nevica, raccolte le ultime rose per la gelée e…festa scatenata :-)

Arriba Arriba Andele Andele Andele che c'è la neve!
Il mattino si apre su una neve noiosa e stanca: fiocchi come sfilacciati cadono indecisi e molli. Mi affretto a cogliere le ultime rose, con cui arricchirò, assieme a cardamono, scorzette di limone e pistacchi una certa gelée di mele cotogne, con qualche petalo di mela annurca a folleggiarci dentro in trasparenza.
Rifornisco le mangiatoie per gli uccelletti, che con questo tempo di nuovo si avvicinano ai ristorantiny fly-in, e il canetto, che c’ha un sensore igrometro incorporato, mette in scena la pièce de “Il tremebondo morituro” riluttantissimo ad uscire, com’è,  nel paesaggio ancora umido, colorato e autunnale.
Ma quanto tutto si è imbiancato, e si è di ritorno dall’averlo trainato, imbaccuccato nella paralizzante giacca invernale Hurtta, fuor di casa sulla strada e in zona “igienica”, e tutto è compiuto, eccolo fremere per uscire in giardino, minacciando, da dietro il vetro della portafinestra, gli uccellini avvicinatisi a casa.
E,una volta uscito, eccolo slanciarsi in corse sfrenate, intervallate da brusche soste del tipo “‘a neve, tu m’hai provocato e io me te magno”. Ignudo, senza cappottino, tre minuti di “arriba arriba, andele andele andele” intorno agli alberi e su e giù per il giardino, mentre i trattori, che di primissima mattina avevano cosparso i prati di urina delle vacche,  se ne vanno, lenti, tracciando nastri verdi nella neve fresca, e le ultime mucche aspettano il loro ritorno, con l’autobus :-), per il trasferimento dal pascolo in stalla.

L’inverno!

Così, con delle corvée paurose, ci eravamo infine attrezzati per proteggere le nostre rose più sensibili dai rigori invernali.
Ancora non sapevamo se la nostra soluzione avrebbe funzionato.
E l’inverno non è tardato

E so' indignato e vo affà er Walden nei boschi: questa intitola a "Il paese dalle ombre lunghe" e poi chiosa "con quell'ombra grassoccia lì in mezzo".

– e non ci dispiaceva punto: piantati in massa crocus e narcisi– mai abbastanza, avremmo considerato al debutto primaverile – riverniciate con l’impregnante (ad acqua) le mangiatoie per gli uccellini, comprate altre, fatte provviste di canederli di grasso e semi e di mangime, stipulati accordi di rientro serale col gattazzo sudtirolese, attendevamo che la neve imbiancasse in modo persistente il nostro giardino e il paesaggio intorno, rendendolo fiabesco.

Perché così è l’inverno, qui, alle prime avvisaglie.

aspettando il sole un martedì d'aprile

I cavallini Haflinger, a Durna in Selve – Durnwald,  dal lato opposto della valle.

Slitta? Non se ne parla nemmeno!

La chiesetta di fianco al maso.

una valle a nascondino

La strada dei taglialegna, verso il bosco.

verso il solstizio d'inverno

Il maso.

luce di neve la mattina al maso

L’incantevole signora, ladina, del maso.

dimmi di questa linea

Alberi.

ancora neve - fa un freddo becco

Tornata a casa, giusto per non congelare: ecco il cicaleccio (!) delle cincie, affezionate clienti della nostra mensa all season.
Non le vedete?  Cliccate qui.

il buongiorno della nuova stagione è un uccellino, anzi due!

E il severo guardiano dei castelli di rose, qualche tempo – e foglia – dopo, intento a vigilare fin dal mattino.

il guardiano dei castelli di rose

Oh, un guardiano da non contrariare, naturalmente.

Natura Selvaggia: Il puma delle nevi della Val Casìes

Capite cosa intenda.

Per la serie Natura Selvaggia Fratella presenta: il puma delle nevi della Val Casies: l'agguato.

Pure gli oggetti apparentemente inanimati sono a rischio.

'a sdraio tu m'hai provocato ...

Sono certa di averlo sentito parafrasare Alberto Sordi.
Sì, sì, ha detto: “‘a sdraio tu m’hai provocato!” prima di passare alla rappresaglia.
Assicuro i malpensanti che al massimo m’ero bevuta una sobria birra. E una grappetta sola. Alla genziana.

Nemmeno a stomaco vuoto.

Ora di sparecchiare

O era la volta del vino con le caldarroste?

Anzi Törggelen, su braci di tralci di vite, che un amico del trevigiano ci passa, assieme ai tutoli del granturco, eccezionali per far fuoco.

caldarroste, anzi Törggelen!!!

Pronte e fumanti.

pronte fumanti!

Tornando alle avvertenze: oltre a non irritare il feroce felino, dovreste guardarvi, mentre procedete nel bianco, dal calpestare l’irascibile spirito delle nevi. Vi potrebbe inghiottire in un sol boccone!

Help me! Ghost of Snows wants to eat me!!!

Inverno, e si capisce,  è anche nevicare. E uccelli da sfamare. Con regolarità, altrimenti non si dovrebbe iniziare ad alimentarli. Non è un gioco la sopravvivenza a -30° C.
Quando il gioco si fa duro – e la neve è alta, le gazze lasciano i prati e vengono più vicine alla casa, a pietire qualche seme.
Ecco, durante una nevicata, la gazza.
La gazza e la mangiatoia I tempo.

vengo anch'io!/no tu no!/e perché?/perché no!

La gazza e la mangiatoia II tempo

a winter guest

La gazza quasi contro la mangiatoia (III tempo)

Volo Bo(e)ing Style

Niente da fare: le getterò dei semi di girasole, che tuttavia scompariranno in breve sotto la neve.

Ma il passero, felice e contento del servizio, se ne esce di volata a chiamare gli amici.

cliente soddisfatto va a chiamare amici

In seguito avremmo tentato di escogitare una mangiatoia apposita, con più spazio tra l’appiglio e il recipiente del cibo, per consentire alle gazze di sorreggersi e di giungere ai semi, al coperto.
Fatta e montata, fu ignorata dalle gazze e grandemente apprezzata, oltre che da cinciallegre e cinciarelle, da un cardellino, visto proprio oggi mentre ci stazionava per un pezzo, scofanandosi, con manifesto entusiasmo, i semi di girasole.

E a proposito dell’oggi: prometto solennemente che dal prossimo post si inaugurerà la (qui tardiva) primavera! Via libera a crocus, scille siberiche, narcisi precoci. E qualche piantina di nuovo acquisto a dare un tocco di colore. O a promettere dolci lamponi a settembre.