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Vive la Fougasse! :-) Focacce a tutto spiano da Eric Kayser con variazioni

Les Fougasses Caravaggesche :-)

Focacce caravaggesche, variazioni su una ricetta di Eric Kayser, tratta dal Larousse du Pain.

Perché variazioni? Perché mi sono abituata a raddoppiare le dosi dell’impasto, lavorando un kg. di farina alla volta, così dopo la prima lievitazione di massa (pointage) divido l’impasto in due parti, una delle quali viene messa in frigo, in una grande busta oliata, e l’indomani me la trovo bella blobbosa a tendere la busta, occupandone tutto lo spazio, così vario ed esperimento soluzioni diverse, a seconda anche di ciò che ho in frigo.
Questo è un impasto che nasce con la Fougasse aux lardons, in cui i detti lardons, che io ho interpretato come pancetta affumicata per mancanza di altro ma che sarebbero sublimi come speck di mezzena della val Sarentina, vengono aggiunti dopo, sopra un velo di crème fraîche.

Speck di mezzena SarntalerCosì ho variato il topping (non uccidetemi per l’uso del vocabolo inglese ché il termine italiano ora mi sfugge) e in un caso ho voluto utilizzare solo la crème fraîche mentre nell’altro sono stata sul classico mediterraneo, sopra la crème fraîche: avevo, vista la stagione, dei pelati sardi, di pomodoretti oblunghi, e della feta, così quello ho messo, prima dell’ultima lievitazione (appret).

Fougasse aux lardons da Eric Kayser, focaccia alla pancetta affumicata o speck di mezzena

Fougasse aux lardons Kayser

L’ennesima ricetta di Eric Kayser, tratta dal Larousse du Pain. Sì, convengo che la foto non sia presentabile e che non renda il fascino della focaccia, ma a quell’ora la voglia di preparare un minimo di set (leggi sgombrare il tavolo da un’accozzaglia di masserizie) era all’intorno dello zero, tra i numeri negativi, così mi sono buttata sull’iPad e ho lasciato l’ideale ripresa delle trasparenze della detta pancetta croccante nel registro delle intenzioni, e la Nikon, la D700, tranquilla a dormicchiare nella custodia.

Ma l’obbligo di immortalare, dopo essermi scofanata la prima delle quattro focacce, era possente e quindi ciò feci (ciofecàndo assai).

I detti lardons, qui ho interpretato, per penuria di materia prima sontuosa, come pancetta affumicata sarebbero sublimi come speck di mezzena della val Sarentina, che mo’ vi presento e sul quale ritornerò devotamente.

Speck di mezzena Sarntaler

500 gr. farina di frumento (nella classificazione francese T65, io ho usato Rieper etichetta gialla, ma anche blu)

300 gr. di acqua a 20°

100 gr. di lievito liquido (io usato quello descritto in 100% Pain, questo qui)

5 gr. di lievito di birra fresco

10 gr. di sale, possibilmente marino grezzo

30 gr. di olio di oliva (nell’impasto) + un paio di cucchiai che serviranno alla fine, da pennellarsi sul pane appena sfornato

100 gr. di crème fraîche

75 gr. di formaggio Emmental grattugiato (io non l’ho messo ma ha ragione lui: ce vo’, infatti io alla fine ho aggiunto una grattugiatina di parmigiano – quel che avevo – ma con le focacce già sfornate, e non è il massimo)

Visto che l’impasto non comprende altro che farina & co. ne ho lavorato il doppio, partendo da un kg. di farina e raddoppiati comprimari, mettendone via una metà, in frigo in un sacchettone oliato, dopo la prima lievitazione di massa, per il giorno dopo, pensando a variazioni “lindomanesche”.
Ho quindi lavorato a macchina (con un buon colpetto finale a mano) così: versare, in quest’ordine, nella ciotola dell’impastatrice la farina, l’acqua (una piccola parte della quale riservata a dissolvere il lievito compresso), il lievito liquido, il lievito di birra compresso, rivitalizzato nell’acqua di cui sopra, e il sale. Io il sale lo metto in un secondo momento, quando il lievito è protetto dalla farina. Aggiungere l’olio a tre minuti dalla fine della lavorazione.

Lavorare cinque minuti a velocità lenta e a dieci a velocità superiore.

Formare una boule, una palla ben tesa in superficie e lasciare lievitare un paio d’ore coperta da un lino umidificato (io uso uno spruzzatore, dopo varie esperienze di teli troppo bagnati (immersi nell’acqua e poi strizzatissimi) che si attaccavano all’impasto.

A metà di questo tempo, ovvero dopo un’ora, piegare in due l’impasto, sovrapponendolo a libro.

Nel frattempo saltate la pancetta/lo speck di mezzena tagliati a dadini o striscette basse e scolatelo dal grasso mettendoli in un passino ricoperto di carta da cucina.

Infarinate il piano di lavoro e dividere l’impasto. Io l’ho diviso in due, avendone lavorata una doppia quantità, e una metà messa in frigo, come descritto sopra. Con la metà residua ho proceduto dividendola in quarti, e formando con questi delle forme un poco allungate (poco eh), rotolandoli su se stessi. Riposo per un quarto d’ora, sotto un lino, con la chiusura verso il basso.

Appiattirli con un mattarello formando focacce lunghe una ventina di cm. ed alte cinque (le focacce sono riuscite bene ma i cinque cm. abbassando col mattarello, o anche a mano, qui in questo momento proprio non li ho visti e il risultato, in questa fase, è stato più sottile, rimedierò la prossima volta, allungandoli di meno nella fase precedente, anche se non mi pare necessario).

Piazzare le focacce a due a due su placche ricoperta da carta forno e spalmatele di crème fraîche, lasciando libero un centimetro dal bordo. Ripartite l’Emmental e la pancetta/speck di mezzena scolati dal grasso e ormai raffreddati. Lasciate lievitare per circa un’ora.

Nel frattempo portate il forno a 235° C. dopo aver sistemato una leccarda sul fondo del forno. Appena prima/dopo aver infornato gettate sulla leccarda arroventata 5 cl. di acqua caldissima, e chiudete alla veloce il forno per non disperdere il vapore così creato.
Dopo i primi quattro minuti abbassare la temperatura a 220° C. e seguitare così per 10 minuti.

Sfornate, fatevi legare i polsi e/o cucire la bocca e lasciate raffreddare su gratella. Mettete la sveglia per chi vi assiste, di modo che venga a liberarvi, restituendovi tutta integra la vostra rapacità, solo a focacce raffreddate.

Poteva mancare il pane foggiato a spiga? Eric Kayser Le Larousse du Pain

Pane a spiga Kayser500 gr. farina di frumento (nella classificazione francese T65, io ho usato Rieper etichetta gialla)

325 gr. di acqua a 20°

100 gr. di lievito liquido (io usato quello descritto in 100% Pain, questo qui)

3 gr. di lievito di birra fresco

Io ho fatto tutto a mano, ma nel libro si trovano le istruzioni per utilizzare l’impastatrice.

Ho preso una grande terrina in vetro, ma si può fare anche sulla spianatoia, ci ho setacciato la farina creandovi un nido per accogliere i due terzi dell’acqua. A  poco a poco, mescolando via via farina ed acqua, intridere tutta la farina e lasciare riposare, in autolisi, per un’ora, coperto da un telo leggermente umido.
Riattivare il lievito di birra con  parte dell’acqua residua, e aggiungerlo alla farina intrisa in autolisi, con il lievito naturale e il sale, curando che il sale non sia posto a diretto contatto con i lieviti. Ho lavorato l’impasto, attaccaticcio com’era,  come un impasto di Reinhart, quello del Lean Bread (mi riferisco alla sola prima fase, quella antecedente alla lievitazione in massa), trovate le indicazioni qui, però va benissimo anche lavorarlo come  ottimamente mostrato in questo video.

Ho lasciato lievitare, dopo aver foggiato l’impasto a palla, con la chiusura verso il basso, per un’ora e mezza, sulla spianatoia, coperto da un telo appena umidificato con uno spruzzino. E’ la lievitazione di massa, pointage per i francesi.

Infarinata la spianatoia, ho diviso l’impasto in sei parti uguali, facendo assumere, rotolandoli sulla spianatoia, ad ogni pezzo una forma allungata. Un altro periodo di riposo, di mezz’ora (détente per i francesi).

Ora, a spianatoia infarinata ma spazzolata (per evitare che la farina sia intercettata tra le pieghe) si impartiscono le pieghe all’impasto e lo si forma: si deve appiattire leggermente ogni pezzo, piegandolo in tre come si fa con una lettera commerciale da imbustare, saldando i lembi estremi delle sovrapposizioni con il palmo della mano. Poi li si piega a metà, per il lungo e chiudendo saldando bene. Far rotolare le forme sull’asse da impasto allungandole tenendo presente la dimensione del forno.

Le forme devono lievitare per un’ora e mezza, appoggiate su un piano rivestito di carta forno, saldatura in basso.  e coperte con un telo appena un poco umidificato (apprêt)

Portare il forno a 230° C (io al massimo, che è 250), con la leccarda nella posizione più bassa- Prima di infornare infarinate con un setaccino i pani e divertitevi a modellarlo: per ogni pane incidete secondo la lunghezza con una lametta , poi praticate dei tagli con le forbici come si vede chiaramente in questo video (qui non viene praticato il taglio longitudinale ma voi fatelo, è molto più bella la spiga risultante). Immediatamente prima di infornare gettate 5 cl. di acqua calda sulla leccarda arroventata (siate veloci, di modo da ritenere il vapore nel forno). Io prima inforno ed immediatamente dopo umidifico come sopra.

Fate cuocere per 20 minuti.

Raffreddare su gratella.

Piccoli panini negli stampi da muffin usando un impasto di Eric Kayser Larousse du Pain

Petit pains (sans lardons et noix de pecan)

Fatto il lievito, nella versione riportata da 100% Pain, vista su molti blog e forum di cucina francese, mi sono trovata ottimamente e lo uso ancora felicemente, visto che se la passa benissimo (per tre giorni dal rinfresco) su uno scaffale in cucina, in un vasotto aperto, riparato grazie a un gambaletto di nylon comprato apposta (coperto con un panno umido, che bagno e strizzo e ripongo sopra quando occorre, e in questi giorni di clima più caldetto occorreva). Ogni tanto assaggio questo lievito e controllo che il sapore sia piacevole. 

La ricetta è quella di certi piccoli pani aux lardons et noix de pécan ma io sono stata castigata e sobria e non li ho aggiunti, accontentandomi di qualche piccolo seme, tostato prima.

500 gr. farina di frumento (nella classificazione francese T65, io ho usato Rieper etichetta blu, avendo momentaneamente terminato quella a etichetta gialla)

310 gr. di acqua a 20°

100 gr. di lievito liquido (io usato quello descritto in 100% Pain, questo qui)

5 gr. di lievito di birra fresco (oppure gr. 2,5 di lievito secco istantaneo attivo Mastro Fornaio)

10 gr. di sale, possibilmente marino grezzo

pochissimo burro fuso

semi preferiti e leggermente tostati

un uovo per  spennellare

Stavolta ho raddoppiato le dosi e utilizzato la Kitchen Aid, 4 minuti alla minima velocità, altri 6 a velocità maggiore.

Ho capovolto la ciotola e aiutandomi con una spatolina di plastica ho versato l’impasto sull’asse di lavoro anzi, non occorrendo per il momento tanto spazio,  ho usato un piano in marmo di un piccolo ex comodino, più comodo per me rispetto alla spianatoia.

Ho (non) lavorato a mamo l’impasto  fino a quando m’è parso liscio a sufficienza utilizzando la tecnica di Peter Reinhart e poi ho diviso l’impasto in due parti, una delle quali ho messa in frigo.

Ho piazzato sul tavolo la spianatoia. Rovesciato l’impasto sulla spianatoia infarinata l’ho lasciato ancora lievitare per quasi un’ora, coperto da un lino inumidito, e poi l’ho diviso in venti parti, dando loro forma a palla e lasciandole riposare per una mezzr’ora, con la saldatura verso il basso, sotto un telo inumidito.

Per ognuna delle forme così divise, sulla spianatoia leggermente infarinata e spazzolata (non dobbiamo intrappolare farina nelle pieghe), ho appiattito, leggermente, l’impasto e l’ho piegato in tre, tendendolo, come si fa con una lettera commerciale da imbustare, ho poi  ripiegato in due e, facendolo ruotare su se stesso, ho impartito una forma allungata a una parte di essi, chiudendone altri a boule. Ho lasciato riposare un quarto d’ora, o anche meno.
Ho allungato fino a una ventina di cm. o poco più ogni forma già allungata e ho formato come delle ghirlandine conducendo un lembo del cilindro di pasta intorno al centro (e chiudendo sotto il centro della ghirlanda) e l’altro lembo, in direzione opposta e chiuso sopra il centro. Ho messo ognuna di queste forme negli stampini da muffin leggermente oliati. Ho appiattito le boule dando una forma quasi rettangolare e, spennellatele con del burro fuso, le ho tagliate in quattro nastri, che ho poi montato sovrapponendoli. Ho poi tagliato (la misura degli stampini da muffin qui è fondamentale per decidere la dimensione) questi nastri ottenendo panini a strati sovrapposti, che ho introdotto negli stampini col taglio verso l’alto.
Ho lasciato lievitare ancora per circa un’ora, sotto il telo.
Poco prima di infornare ho pennellato con uovo sbattuto, con un cucchiaio di acqua e cosparso di semi a piacere.

Nel frattempo il forno va portato al massimo, o a 230° C, e dopo aver inserito una leccarda nella posizione più bassa. Immediatamente prima di infornare gettare 5 cl. di acqua calda sulla leccarda arroventata (siate veloci, di modo da ritenere il vapore nel forno.

Fate cuocere per un quarto d’ora e sfornate, lasciando raffreddare su una griglia.

Panini con impasto Kayser ma lavorati Reinhart

La baguette bio Eric Kayser Le Larousse du Pain

Baguette Kayser Larousse du PainPremesso che non avevo in casa farine bio per pane, ho seguito la ricetta utilizzandone una normale.
Sono buonissime!

500 gr. farina di frumento (nella classificazione francese T65, io ho usato Rieper etichetta gialla)

325 gr. di acqua a 20°

100 gr. di lievito liquido (io usato quello descritto in 100% Pain, questo qui)

3 gr. di lievito di birra fresco (oppure gr. 1,5 di lievito secco istantaneo attivo Mastro Fornaio).

Io ho fatto tutto a mano, ma nel libro si trovano le istruzioni per utilizzare l’impastatrice.

Ho preso una grande terrina in vetro, ma si può fare anche sulla spianatoia, ci ho setacciato la farina creandovi un nido per accogliere i due terzi dell’acqua. A  poco a poco, mescolando via via farina ed acqua, intridere tutta la farina e lasciare riposare, in autolisi, per un’ora, coperto da un telo leggermente umido. Io, visto che nella parte generale si dice di autolisi prolungabili anche fino a dieci ore, avevo un gran sonno e fatto questo sono andata a dormire (erano le cinque del mattino ed avevo praticamente lavorato tutta notte) . Più o meno l’autolisi sarà durata quattro o cinque ore. Dopo il sonno riparatore ho rianimato, oltre a me stessa. il lievito di birra. cosa da farsi solo se fresco o non istantaneamente attivo, con  parte dell’acqua residua, e incorporato il lievito naturale , il lievito di birra e il sale. Ho lavorato l’impasto, attaccaticcio com’era,  come un impasto di Reinhart, quello del Lean Bread (mi riferisco alla sola prima fase, quella antecedente alla lievitazione in massa).

Ho lasciato lievitare per un’ora e mezza, sulla spianatoia, coperto da un telo appena umidificato.

Infarinata la spianatoia ho diviso l’impasto in tre, facendo assumere, rotolandoli sulla spianatoia, ad ogni pezzo una forma allungata.
Per formarli a baguette ho appiattito leggermente ogni pezzo, piegandolo in tre come si fa con una lettera commerciale da imbustare, saldando i lembi estremi delle sovrapposizioni con il palmo della mano. Poi ho piegato a metà, per il lungo e chiuso saldando bene.

Le forme devono lievitare per un’ora e dieci, appoggiate su un piano rivestito di carta forno, saldatura in basso.  e coperte con un telo appena un poco umidificato.

Portare il forno a 230° C (io al massimo, che è 250), con la leccarda nella posizione più bassa- Prima di infornare divertite vi con le incisioni: per un pane date sei colpi di lama (tre più tre di modo da formare delle losanghe per un altro un taglio unico secondo la lunghezza. per un altro tre tagli obliqui parallelo. Immediatamente prima di infornare gettate 5 cl. di acqua calda sulla leccarda arroventata (siate veloci, di modo da ritenere il vapore nel forno). Io prima inforno ed immediatamente dopo umidifico come sopra.

Fate cuocere per 20 minuti.

Raffreddare su gratella.

PS io ho fatto le baguette troppo lunghe rispetto al forno così, ancora in fase di façonnage, ho dovuto dividerle e inventarmi anche altre forme.

AAA Aggiornamento: vedere video di Kayser in azione. Non opera secondo le precise indicazioni di questa ricetta ma l’impasto è illuminante e pure la formazione delle boule, per chi non la conosca.