Siamo ormai, con le prime piogge e con l’abbassamento delle temperature, alla fine della stagione estiva, nel mio orto, rigoglioso e caotico, in un micropaesino del Monferrato Astigiano, a 270 m. slm
Così mi affretto a raccogliere un po’ di foglie della meravigliosa zucchina serpente siciliana, nota anche come zucchina a pergola – la chiamerò zucchina serpente, per brevità – il cui nome botanico è Lagenaria siceraria var longissima, una varietà molto particolare di cui troverete maggiori informazioni qui.
Io ho comprato i piantini mesi fa, ne ho trapiantati due, donati altrettanti, e ho atteso con trepidazione il loro sviluppo, solo che sono piante davvero sorprendenti per il loro sviluppo. Io avevo previsto una pergola, ma queste signore mi hanno sorpreso. Poiché c’è una certa confusione nella nomenclatura on line, ecco qui una piccola guida per distinguerle nell’ambito loro proprio.






i tenerumi, le foglie tenerissime dei getti laterali di almeno 6 foglie. Qui il mio bottino per la minestra palermitana ai tenerumi (seguirà ricetta in altro post)


qui sopra esempi delle mie prime zucchine serpente; per conto mio le migliori sono quelle non più lunghe di mezzo metro, o comunque del diametro di quella a sinistra (quella a destra, ancora buona, si era mimetizzata :)). Hanno ancora la peluria e sono ottime al vapore (si cuociono in un fiat) e con olio, pepe, sale, servite tiepide. In Sicilia le servono con del limone ma io le preferisco senza. Sono curiosamente simili agli asparagi. DELIZIOSE.
E ho pure esteso a dismisura, seguendo la crescita di tre piante tre, la pergola per accogliere le piante di zucchina a trombetta di Albenga, che cresce e radica selvaggiamente ove ne abbia possibilità (pure radici avventizie!) . Ma dedicherò un altro post a questo ortaggio prorompente.