Tutti gli articoli di Claudia Cadoni

tanti auguri dal mio coniglietto Pasquale ;-) ma oggi è una giornata speciale

tanti auguri dal mio coniglietto Pasquale 😉, inserito originariamente da fratella.

oggi sono 31 anni da quando ho sposato il potenziale – lui, del tutto inconsapevole – trapiantatore di meli.

Il passaggio dalla potenza all’atto, naturalmente, si è avverato.

Per transizioni pudicamente progressive, beniteso.

Backstage: sparuti maligni, all’unisono, propongono “tatticamente” in luogo di “pudicamente”.

che sollievo il brunetta trombato

almeno il mio voto è servito a renderci un sindaco presentabile.
Alleggerita da una scura preoccupazione, chiarissima d’altro lato, me ne sono andata a spasso per la mia città.

Una volta cestinato, e messo nel cassonetto, il detto rifiut(at)o speciale, s’intende.

oh oh m'è sembrato di veder brunetta

prospettiva elezioni … meno male che c’é l’europa

prospettiva elezioni … meno male che c’e l’europa, inserito originariamente da fratella.

sono tornata a casa. A Venezia.

Per votare: elezioni comunali, della municipalità, regionali.

Non nutrivo grandi speranze.

Ho visto che nella terrazza superiore, molto disadorna per via di quelle povere piante che han subito il malfunzionamento dell’impianto di irrigazione, sono in piena fioritura dei narcisi gialli.

Pure quella clematis armandii che si è disseminanta nel vaso del mandarancio (e chi la sposterà più, ora) è in fioritura.

Domani, con luce migliore, vedrò che ne è dell’ osmanthus aquifolium e del jasminum sambac.

Al piano di sotto la sopravvissuta delle già rigogliose camelie ha prodotto un fiore.

Le clematidi hanno resistito, così la peonia moutan.

E sta crescendo vigoroso – mio malgrado – quel viburnum che si è installato da sè in condominio con l’oleandro.

della bellezza calligrafia del crocus



della bellezza calligrafia del crocus, inserito originariamente da fratella.

tutti a stenderci per prati e giardini, per fermare la luce che attraversa i crocus, noi flickeriani.
Io, più comodamente, mi sono stesa qua e là per il giardino, con la mia fiammante Nikon, a provare obiettivi.
Fino a quando si è levato un vento così freddo e il sole se n’è andato: allora ho desistito e sono tornata in casa.
In compagnia di un’ostinata cefalea e la schiena a pezzi.
Domenica non memorabile se non per la felicità di inattese resurrezioni, come quella dell’armeria maritima, di certe bellissime euforbie, di un tale chrisantemum di cui non ricordo che lo splendido colore, rosso rubino.

respiri di una mattina di marzo

respiri di una mattina di marzo, inserito originariamente da fratella.

ieri – venerdì – crollati chi in branda chi su una poltrona a sonnecchiare dopo una giornata frenetica, si pensava d’esser troppo stanchi per venire qui.
Ma a notte tarda la riscossa: sistemate ad occhi chiusi in macchina le masserizie solite, ustionati dal caffè bevuto quasi ancora nella macchinetta, dalla città addormentata e nebbiosa si parte per la Valle di Casìes.
Diàmine: in due ore si sarebbe lì, sotto il piumino, pronti per un bel sonno e il mattino si sarebbe pronti a lumare i crocus e chissà cos’altro la ritrosa primavera avrebbe offerto.
Nebbia leggera in banchi, lungo il primo tratto: strada noiosa e lucente per la pioggia. Anzi per la grandine, che attraversiamo perplessi formulando scongiuri per gli agricoltori.
E poi, più su in Cadore, l’incanto: basse nubi filanti, in transito e in evoluzione, illuminate, nel cielo altrove terso, dal chiarore di una luna quasi piena.  E le montagne, le Dolomiti più belle, bianche di una neve appena scesa.
Così tutto il Cadore e poi, dopo Cortina – una lepre marzolina procede per qualche tempo con noi lungo la strada – il bosco fatato e luminoso di neve e di luna.
Alle tre di notte, arrivati a casa, esco con la fida pila sul prato nostro: poca neve gelata a marezzare l’erba, d’intorno i boschi e il paesaggio scintillante, il cielo terso e stellato. “Domani chissà che giornata” mi dico prima di scivolare nel sonno.
Domani, oggi, è questo volo di rondine, il crocus bianco, la neve che evapora dai pascoli.
la speranza

ti scrivo ricordi del tempo sospeso